Vigneti

4 declinazioni di terroir

Lavoriamo circa 8 ettari di vigneto, tutti a La Morra, ma appartenenti a 4 menzioni geografiche diverse.

Le vecchie viti delle Rocche dell’Annunziata e del Torriglione, che si estendono attorno alla cantina, rappresentano l’eredità della famiglia Oberto e le uve vengono vinificate separatamente. Il Nebbiolo delle viti giovani di Berri e delle più vecchie di Capalot (rispettivamente esposte a Sud-Ovest e a Est) vengono invece assemblate nel Barolo classico e nel Langhe Nebbiolo.
Berri: 5 ettari di proprietà all’estremo Ovest della zona del Barolo, a ridosso del fiume Tanaro;
Capalot: 1,2 ettari in affitto dal 2012 nella parte Est del comune di La Morra.
Torriglione: circa 1 ettaro di proprietà attorno alla cantina.
Rocche dell’Annunziata: circa 1,5 ettari di proprietà, di cui vinifichiamo circa la metà.
La restante parte è in affitto alla cantina Renato Ratti. Pur essendo relativamente vicini, i terreni che lavoriamo sono piuttosto diversi, ma in qualche modo complementari. Il nostro Barolo per esempio deriva da un assemblaggio delle uve di Berri (viti giovani esposte a sud-ovest) e di Capalot (vigne vecchie esposte a Est). Ritenendola invece una vigna di categoria superiore rispetto a Berri e Capalot, vinifichiamo le Rocche dell’Annunziata separatamente.

Rocche dell’Annunziata

Vigneto storico di La Morra, che offre Baroli di estrema finezza, dominati da profumi floreali, delicati e speziati.

Torriglione

La collina ai piedi della borgata e della cantina, di fronte alle Rocche dell’Annunziata, con terreno più compatto e argilloso.

Berri

La scommessa su un terreno all’estremo ovest della zona del Barolo

Capalot

Capalot è complementare a Berri e per questo assembliamo i due vigneti per il Barolo e il Langhe Nebbiolo

Biologico

Ci piacerebbe vendere i vini perché sono buoni, non perché sono biologici

Controllo BiologicoDal 2012 abbiamo iniziato il percorso di certificazione al biologico con il controllo da parte della CCPB srl di Bologna e ad oggi la quasi totalità delle nostre uve (tranne una piccola parte proveniente dagli appezzamenti ancora in conversione e le cosiddette derive di produzione) è biologica. Essere biologico certificato significa semplicemente aderire a un protocollo europeo di viticoltura e vinificazione che prevede oppure vieta la possibilità di utilizzare determinati elementi chimici e specifiche pratiche enologiche. Tuttavia, offriamo agli importatori/distributori la possibilità di scegliere se inserire il logo bio in etichetta: il nostro scopo infatti è vendere il vino perché buono, a prescindere dal discorso biologico. Ma quando affermiamo di essere biologici, vogliamo farlo con cognizione di causa e con la garanzia di esserlo, sulla base di un controllo serio e preciso. Questo ci sembra il modo più giusto per dimostrare che non vogliamo fare marketing, ma solo essere trasparenti. Poi, in ogni caso, per i detrattori sbaglieremmo comunque, sia a segnalarlo in etichetta, sia a non farlo e, anzi, il fatto stesso di avere inserito questa sezione sul sito aziendale può essere considerato becero marketing. Per noi, si tratta semplicemente di chiarezza.