Annata 2013

L’annata 2013 ha segnato il ritorno a una vendemmia ritardata “vecchio stile”, frutto di una primavera piuttosto inusuale e problematica

L’inaspettata quantità di pioggia caduta tra Marzo e Maggio non ha consentito per lungo tempo l’accesso all’interno dei filari con strumenti motorizzati per effettuare i trattamenti a base di rame e ha così favorito l’espandersi di infezioni e peronospora. In particolare, chi segue la coltivazione biologica (non potendo dunque utilizzare trattamenti sistemici che hanno una durata temporale fissa e non sono soggetti al dilavamento) ha visto una perdita di gemme in fioritura tra il 25% e il 75 % proprio a causa della peronospora.

L’estate, per quanto più fresca della media degli ultimi anni, si è caratterizzata per una benevola e significativa escursione climatica tra giorno e notte, ma in generale non ha accelerato il ciclo vegetativo in ritardo per la primavera umida e piovosa. Le aziende meno esposte a malattie e peronospora hanno quindi proceduto ad un diradamento più o meno consistente, laddove le realtà come la nostra, piuttosto colpite dall’infezione fungina, hanno preferito evitare un’ulteriore diminuzione dei grappoli allegati.

Tra Agosto e Settembre, sebbene in ritardo di circa 15-20 giorni rispetto alle annate precedenti, le aspettative hanno cominciato ad essere positive e la vendemmia dei vitigni a bacca bianca e delle basi spumanti è stata davvero interessante. Purtroppo, le piogge di fine Agosto e soprattutto Settembre hanno mutato radicalmente lo scenario auspicato per i vitigni a bacca rossa: l’acqua nel terreno ha da un lato provocato un ingrossamento generalizzato degli acini e dei grappoli, con la naturale conseguenza di rotture di acini per estrusione e la formazione di focolai di muffa e marciume, dall’altro ha causato una netta diminuzione del grado zuccherino raggiunto in precedenza.

Quella che a Maggio appariva una vendemmia scarsa, si è a poco a poco palesata come più che abbondante (soprattutto se riferita alla dimensione relativa di ogni grappolo), ma caratterizzate da gradi di maturazioni zuccherine e fenoliche non omogenee. Inoltre, le piogge che hanno caratterizzato tutto Ottobre hanno reso vana l’attesa per una maturazione che chiaramente non sarebbe più potuta avvenire a meno di un prolungato periodo di sole e calore. In sostanza, la 2013 può a mio parere essere considerata come una di quelle annate in cui la posizione d’elezione (i crus esposti a Sud e Sud-Ovest in particolare) ha davvero mostrato i caratteri di grande vigna, riuscendo a raggiungere gradi di maturazione soddisfacenti, laddove le vigne peggio esposte sono state caratterizzate da un elevato livello di acidità e da tannini non uniformi e a volte non perfettamente maturi.
Questo è successo alla Trediberri, con le uve dalle Rocche dell’Annunziata davvero eccezionali (raccolte relativamente presto il 10 Ottobre), mentre le vigne Berri e Capalot – da cui proviene il nostro Barolo base- nonostante una vendemmia ritardata tra il 18 e il 27 Ottobre, hanno necessitato di un accurato processo di selezione e diversi passaggi di raccolta in modo da selezionare di volta in volta la frutta più matura.